Eccoci con un nuovo aggiornamento per tutti coloro che visitano questo blog.
A partire dal 27 marzo 2008 inizia il XVII corso di introduzione alla speleologia del Gruppo Ricerche Carsiche. Ricordiamo, per chi non ha letto gli articoli precedenti, che i corsi di speleologia del GRC sono convenzionati con Scuola Nazionale di Speleologia del Club Alpino Italiano, e sono tenuti da un Istruttore Nazionale di Speleologia della S.N.S. e da uno staff di aiuto-istruttori con anni di esperienza. Come tutti i corsi di introduzione, è rivolto a tutti coloro che vogliono avvicinarsi al fantastico mondo della speleologia, e non è richiesto nessun particolare curriculum, ma solo tanta voglia di divertirsi ed esplorare un mondo davvero insolito.

Il corso terminerà il giorno 8 maggio 2008 con la consegna degli attestati di partecipazione. Gli attestati della S.N.S. sono validi a tutti gli effetti come crediti formativi e curricolari.
Il corso ha un costo di appena 150€ e comprende tutto il materiale didattico e quello per la progressione in grotta e l'assicurazione contro infortunii.
Vi ricordiamo che per saperne di più sul GRC e sui nostri corsi, troverete tutto il materiale che vi serve sul nostro sito web www.grcspeleo.it .
Signore e Signori!
Ok gente, mancano 7 giorni all'inizio del nuovo (il 16°) corso di introduzione alla speleologia del Gruppo Ricerche Carsiche.
Le iscrizioni non mancano, ma ci sono ancora posti liberi; dunque vi conviene farci sapere il prima possibile che intenzioni avete, se no si rischia di restare fuori per questo turno.
Per conto nostro intanto siamo contenti di vedere quanta gente abbia voglia di scoprire il meraviglioso mondo sotterraneo, e siamo pronti e carchi per divertirci anche quest'anno insieme a chi parteciperà a questo corso, sperando di poter trovare ancora una volta gente simpatica con cui continuare a divertirsi anche dopo il corso.
Allora spero di essere stato chiaro nell'articolo precedente: i dati relativi al corso sono nei files che trovate nell'archivio multimediale nella cartella "files e documenti" (ma li trovate anche tra i file recenti nella colonna qui a fianco).
Vi aspettiamo.
Per tutti coloro che hanno voglia di avvicinarsi al favoloso mondo sotterraneo delle grotte è già pronto il programma didattico per il 16° corso di introduzione alla speleologia del Gruppo Ricerche Carsiche di Putignano.
Al gruppo ricerche carsiche in questi giorni c’è un po’ di fermento. Infatti tra solo tre settimane parte ufficialmente il corso nazionale propedeutico per istruttori di speleologia del Club Alpino Italiano.
Come è già accaduto tre anni fa, la Commissione Centrale per la Speleologia del CAI ha nuovamente riservato a noi il gli oneri e gli onori di organizzare il corso che dovrà formare i futuri istruttori di speleologia di tutta Italia. E già dalla comunicazione di questa decisione al nostro caro Istruttore Nazionale di Speleologia, Piero Lippolis, il gruppo si è messo in moto per definire la logistica del corso.
Perché anche se sembra banale, ci sono un bel po’ di cose da organizzare. Ad esempio abbiamo dovuto cercare i luoghi adatti per le esercitazioni di “armo di parete” tra svariati chilometri di gravine che il territorio della nostra regione ci offre. Poi abbiamo scelto, in base ad alcuni criteri, le grotte adatte alle esercitazioni di questi nuovi “Rambo” della speleologia (quindi sono state escluse a priori tutte le grotte facilmente percorribili), ma bisogna ancora andarle ad esplorare per vedere se negli ultimi anni sono rimaste percorribili oppure c’è stato qualche cambiamento pericoloso (crolli, frane, inquinamento, etc.).
In ultimo, ma non per ultimo, bisogna organizzare alloggio e vitto per i nostri studenti, che si prevede debbano essere circa 15. E allora abbiamo dovuto chiedere al Comune di Putignano (BA) il permesso per utilizzare una struttura comunale da adibire ad alloggio: è stato confermato che saremo nella Palestra della scuola elementare “G.Minzele”. Là, finito il periodo scolastico, saranno sistemate le brande su cui i nostri “soldati” dormiranno coi loro sacchi a pelo.
Poi ci dovrà essere chi con l’aiuto di qualche amico o parente si trasformerà in ristoratore: ci sarà chi preparerà colazione, pranzo e cena per gli allievi e chi li aiuterà nel servizio mensa. Però questa attività non vuole essere esclusiva: tutti i Putignanesi di buona volontà possono parteciparvi, come cuochi o assistenti, in quanto non ci sarà soltanto da lavorare, ma anche da divertire e divertirsi.
Insomma, come è già successo 3 ani fa, questo sarà un evento che porterà lustro non solo al Gruppo Ricerche Carsiche, ma a tutto il paese di Putignano e ai paesaggi della Murgia.
Il corso nazionale si terrà dal 7 al 14 luglio prossimi. E adesso … torniamo al lavoro.
Ragazzi che avventura! Anche questa primavera il GRC ha ottenuto grandi consensi dalle scuole della provincia di Bari per i suoi progetti didattici. Sicuramente tra questi il più avventuroso, e anche il più gettonato da bambini e ragazzi, è il progetto didattico "I percorsi dell'acqua" che porta gli alunni partecipanti a seguire le lezioni sul tema del fenomeno carsico in Puglia in due tra i luoghi più suggestivi della regione: la Grotta del Trullo di Putignano (BA) e la Gravina della Madonna della Scala a Massafra (TA). In questo modo i ragazzi hanno un contatto diretto con gli argomenti trattati e, contemporaneamente, passano una giornata avventurosa da veri esploratori. Infatti alla Grotta del Trullo è possibile provare l'emozione di scendere in grotta in verticale come uno speleologo con una comoda scala a chiocciola; invece nella gravina di Massafra si affronta la lezione muovendosi lungo un sentiero che porta dalle zone panoramiche sino al fondo della gravina passando attraverso la meravigliosa vegetazione autoctona. L'avventura in questi posti incantevoli, abbinata alle nozioni impartite dalle nostre guide qualificate continua a riscuotere successo tanto tra gli studenti quanto tra gli insegnanti: una bella soddisfazione per tutto il nostro impegno.
Noi del gruppo ricerche carsiche, si sa, amiamo il contatto con la terra, ma molti non immaginano quanto. Il fatto è che uno speleologo è un tipo molto curioso e adora scoprire posti nuovi, o "approfondire" la conoscenza di quelli vecchi. Inoltre uno speleologo ama inseguire le leggende. E noi, all’occorrenza, diamo del nostro meglio per ricercare nelle viscere della terra i segreti del nostro territorio.
In particolare, esiste una teoria secondo cui la Grotta del Trullo di Putignano sarebbe solo una piccola parte di un sistema carsico più ampio che si troverebbe a una profondità maggiore. Quello che si nota già dal percorso turistico infatti, è che la grotta che vediamo oggi si è formata su un cumulo di macerie, probabilmente derivate dal crollo degli strati rocciosi che formavano, milioni di anni fa, il soffitto di un’altra grotta, più grande e profonda, con cunicoli che portavano l’acqua in quelle che oggi sono falde acquifere. Alcuni speleologi e geologi in passato hanno anche sollevato l’ipotesi che tali cunicoli si possano congiungere con quelli delle grotte di Castellana.
Per questo da anni i membri del Gruppo Ricerche Carsiche si impegnano a scavare seguendo una linea di riferimento (la parete della grotta originaria che si sviluppa lungo la direzione della faglia). Questa ricerca, già qualche anno fa aveva dato i primi risultati, con la scoperta di altre due piccole cavità ricche di una miriade di concrezioni alabastrine dai colori e dalle forme stupendi.
Ora, a distanza di tre anni da quelle scoperte, la ripresa degli scavi nel tunnel della grotta del trullo ha portato alla luce un nuovo cunicolo naturale che, pur essendo stretto, permetterà agli impavidi speleologi di scendere ancora più in profondità inseguendo quella corrente d'aria che si sente spirare dal basso.
Ovviamente tutto il lavoro è stato fatto per pura passione e l’unico compenso è sempre la grande soddisfazione di poter camminare là dove nessuno è mai arrivato prima.
Acquistando l’ultimo numero di “Oasis”, rivista bimestrale di cultura ambientale a tiratura nazionale, vi è allegato “Out Door” nel quale all’interno della rubrica “speleologia”, è stato inserito un articolo dal titolo: “Nelle viscere della terra”. Si tratta di un breve viaggio alla scoperta delle grotte turistiche più belle d’Italia e tra le quindici nominate, compare anche
E sempre alla nostre grotte è dedicata la terza di copertina che oltre a splendide immagini, riporta anche cenni storici sulla sua scoperta e un piccolo “assaggio” di quanto il turista potrà godere nel caso decidesse di venire a visitarle. Ovviamente non mancano gli orari di visita e gli indirizzi necessari per poterci raggiungere virtualmente (sito web) e fisicamente.
Se vi abbiamo stuzzicato la curiosità, a voi la scelta: acquistare il giornale o venire a trovarci direttamente alla Grotta del Trullo!
Il Gruppo Ricerche Carsiche di Putignano tra le numerose attività che porta avanti, annovera anche l'attività di monitoraggio della concentrazione del gas radon nelle cavità naturali presenti sul territorio putignanese.
Il radon è un gas radioattivo inodore e incolore, naturalmente presente nel terreno e nelle rocce e per la sua natura aeriforme, può essere veicolato ovunque se disciolto in aria o in acqua. Tende ad accumularsi soprattutto nei luoghi con scarsa aerazione, come possono essere le grotte, ed è pericoloso se presente in alte concentrazioni, perché respirandolo può provocare cancro ai polmoni. Nel 1998
Il GRC, sensibile a queste problematiche, già 15 mesi fa ha iniziato il monitoraggio di questo gas, servendosi di alcuni speleologi del gruppo che hanno messo a disposizione il loro tempo, ma soprattutto la loro co
mpetenza in materia. Precisamente il lavoro è stato coordinato dal dott. Giacomo Laterza (fisico), che ha utilizzato due tipi di dosimetri (CR39 ed elettreti) per garantire misure più attendibili. Le rilevazioni delle concentrazioni di radon sono state effettuate sia in superficie nel centro abitato, che nel sottosuolo del territorio circostante. Per l’utilizzo dei CR39 ci si è avvalsi della consulenza del prof. A. Rainò del INFN (Istituto Nazionale di Fisica nucleare) di Bari; l’elaborazione dei dati raccolti con gli elettreti è stata invece effettuata con l’aiuto del dott. Leonardo Baldassarre (esperto qualificato di 2° grado) della LB Servizi di Terlizzi (BA), che, visto il lodevole intento del Gruppo, ha gentilmente messo a disposizione le proprie attrezzature. I dati raccolti in questo periodo di monitoraggio hanno confermato le aspettative: il radon in superficie non rappresenta un pericolo per i putignanesi. Infatti, i valori di concentrazione rilevati sono ben al di sotto del limite accettabile per legge e cioè 200 Bq/m3 (valore che aumenta a 400 Bq/m3 nel caso di locali interrati poco frequentati e vecchi edifici). Anche i dati raccolti nelle cavità naturali monitorate e in particolar modo nella “Grotta del Trullo” non destano preoccupazioni. Questo a dimostrazione che il sistema di aerazione in grotta è sufficientemente valido da non provocare concentrazioni di radon che in tal caso risulterebbero dannose per le guide e i turisti.
Questi dati sono solo un primo passo
verso un’analisi più approfondita sul comportamento di questo gas radioattivo. Sono tante, infatti le componenti di cui bisogna tener conto per capire meglio le variazioni che le concentrazioni di radon possono subire stagionalmente o addirittura periodicamente. Il GRC dal canto suo, porterà ancora avanti il monitoraggio, perché questa ricerca iniziata dalla volontà di pochi, possa destare l’opinione pubblica che deve iniziare a porsi il serio problema di prendere in considerazione la normativa vigente a riguardo per il bene comune.
Non tutti i mali vengono per nuocere, dice il vecchio proverbio. E spesso è davvero così. In particolare questo è vero per la pesante tempesta che si è abbattuta nel sud-est barese il 16 settembre scorso.
Durante la notte tra il 15 ed il 16 settembre 2006, sul paese di Putignano e nelle zone limitrofe, si è scatenata una tempesta dovuta ad una perturbazione ciclonica proveniente dal nord dell’Oceano Atlantico, che è scesa nel mar Tirreno e poi nello Ionio. Riscaldandosi, ha innescato dei moti vorticosi che hanno scaricato tutta la loro furia in poco tempo in un breve tratto della Murgia barese. Ed è così che Putignano si è trovata sotto una cascata d’acqua di insolita violenza.
E proprio questo evento di eccezionale portata ha riportato il paese a fare i conti con la sua storia e con la morfologia del suo territorio. Si sono verificati, infatti, allagamenti di molte zone in campagna e nel centro urbano, come già era successo in passato negli anni ’20 e ’50.
Durante l’alluvione i danni sono stati molteplici: l’acqua che ha allagato i campi ha rovinato gli ortaggi e parecchi frutteti, tutti i capannoni della zona industriale si sono allagati, come anche molti scantinati e garage di palazzi costruiti in zone a rischio, parecchie strade, anche extraurbane, sono state chiuse perché trasformate in veri fiumi dalla furia delle piogge e tantissime auto sono rimaste in panne.
Tutto questo si è ripetuto nella giornata del 19 settembre 2006, ma questa volta la forza della tempesta è stata inferiore dal momento che quella precedente aveva già provveduto ad abbassare la temperatura dell’aria. Nonostante ciò, i vigili del fuoco hanno dovuto lavorare quasi una settimana per rimediare al disastro.
Bisogna dire però, che la maggior parte dei danni che si sono registrati erano del tutto prevedibili. In molti, infatti, si ostinano a non voler vedere che Putignano è pur sempre un paese situato su un territorio collinare di tipo carsico. Molti ancora fanno “orecchie da mercante” quando i geologi espongono le loro relazioni in merito alle diverse aree urbanizzabili. E la maggior parte di questi sono imprenditori edili, ingegneri, architetti e politici. Le relazioni geologiche vengono spesso ignorate, modificate o nascoste. Ed è per questo che tanta gente deve affrontare danni ingenti ad ogni acquazzone: perché ci sono edifici costruiti deliberatamente in aree ritenute non idonee dagli esperti. E’ famoso il caso della zona industriale di Putignano, costruita interamente sul fondo di un bacino idrografico (area in cui, in ere geologiche passate, era presente un lago) e che puntualmente si allaga nei periodi di grande piovosità. E nonostante i richiami ed i ricorsi degli esperti, il fenomeno delle costruzioni “legalmente abusive” non si ferma, come dimostrano i danni subiti dagli ultimi palazzi costruiti sulla curva di Viale della Libertà, nei pressi del liceo classico “Laterza” e a poche decine di metri dalla famosa Grotta del Trullo, una zona ritenuta ad alto rischio alluvionale e carsico.
Ma al di là delle lamentele nei confronti di tutti coloro che tralasciano la sicurezza per aumentare i profitti, bisogna dire che l’alluvione del 16 settembre 2006 ha portato anche qualcosa di bello.
Infatti nella zona di Frassineto, area circostante il primo tratto della strada provinciale Putignano – Acquaviva delle Fonti, per le forti piogge si è formato un vero e proprio fiume, rendendo il territorio molto simile a come doveva apparire parecchie decine di migliaia di anni fa. Il corso d’acqua non ha creato molti danni perché ha interessato prevalentemente terreni incolti. Tornato il bel tempo, gran parte dell’acqua è stata assorbita dal terreno, ma la restante parte ha formato una serie di stagni più o meno estesi, il cui luccichio al sole ha attirato i bellissimi aironi cinerini.
Così gli abitanti della zona e gli amanti delle passeggiate in campagna hanno potuto ammirare questo evento raro e di grande rilievo naturalistico.
A richiamare l’attenzione su entrambi gli aspetti di queste alluvioni è stato il Gruppo Ricerche Carsiche di Putignano, che si adopera costantemente nel monitoraggio del territorio del paese e delle zone limitrofe. In particolare due membri del gruppo, il direttore Piero Lippolis e Giacomo Laterza, si sono adoperati per fotografare gli splendidi aironi cinerini durante la loro sosta presso uno degli stagni in zona Frassineto.